28 novembre 2009

alleluja

Alleluja ! Finalmente, dopo una lunga telenovela di cui siete stati (solo in parte) spettatori il bagno e' sistemato. Non solo non gocciola piu' - che su quello eravamo gia' a posto da un paio di settimane - ma finalmente hanno anche riparato la crepa che l'infiltrazione aveva provocato nel soffitto.

Triste dimostrazione che l'unica lingua che capiscono questi e' quando la smetti di pagargli l'affitto, ahime'.

On the flip side, comincia gia' a farmi male il culetto, in corrispondenza della chiappa destra, zona tasca del portafoglio perche' il primo del mese (che sarebbe tra 3 giorni) mi tocchera' tirar fuori i soldi sia per novembre che per dicembre

27 novembre 2009

post thanksgiving

Turkey's still not my thing...but having one day a year for giving thanks is freakin' sweet

25 novembre 2009

il tutor bleso

Ieri prima lezione con il tutor ufficiale, quello del Guatemala.
Esordisce in perfetto stile latino-americano raccontandoci con dovizia di particolari una bella tragedia familiare, che poi e' il motivo per cui la settimana scorsa ci hanno mandato la supplente.
Devo dire che gia' qui mi sta simpatico.
Poi pero' comincia a parlarci un po' in spagnolo e - non so perche' - c'e' qualcosa che non mi quadra. Per pronunciare pero' e carro fa tutta una complicata operazione con la lingua sbattendola ai 4 lati del palato e uscendosene con un suono sofferto a meta' tra la l ed il gl tipo "caGLio".
A me non pareva mica di ricordare che parlasse così la supplente, la settimana scorsa, ma magari non avevo prestato attenzione oppure non c'ho l'orecchio allenato. Percio' quando arriva il mio turno di ripetere provo anch'io a rifare quel suono. Lui mi guarda perplesso...io lo guardo perplesso...la compagna di corso indonesiana e' perplessa pure lei ma perche' ancora sta cercando di capire la differenza tra maschile e femminile. E per il momento finisce così.
Passa qualche minuto e, mentre lui continua a parlare, io continuo a chiedermi perche' mai gli spagnoli si siano inventati un suono così difficile da pronunciare, perche' vedi proprio che e' una sofferenza ogni volta eh...fino a quando mi si insinua il tarlo del dubbio.
Che sia possibile? E adesso come faccio a chiederglielo?

Fortunamente mi viene il colpo di genio! Non dico nulla e quando tocca a me parlare comincio a pronunciare la R correttamente. Vedo che lui mi guarda con approvazione...io contraccambio con orgoglio...l'indonesiana e' sempre perplessa che si chiede la differenza tra il maschile e il femminile.
Mi sta stra simpatico il tutor bleso.

24 novembre 2009

bellocci e strafiche

Se chiedete a me io sono tutto a favore dell'utilizzo di bellocci e strafiche nei film.
Che se uno si vuole deprimere a vedere carampane e musi da cane da caccia gli basta scendere per strada e ce n'e' in giro gia' in abbondanza. Nel mio quartiere magari no...nei 2 quartieri vicini neanche a essere sincero...ma in media in una strada normale, di una citta' normale, di un paese normale, sicuro che e' sì.
Ecco, al cinema, invece, uno c'avra' pure il diritto di distrarsi un attimo. Qui si usa la parola escapism...che per dirla come wikipedia significa: mental diversion by means of entertainment or recreation as an escape from the perceived unpleasant or banal aspects of daily life.

L'altro fatto importante e' che le star dei film non sono realmente delle bellezze extra-terrene. Quello che voglio dire e' che - salvo pochissime eccezioni - non si tratta di modelle alte 1.85 con le gambe come giunchi, le tette a coppa di champagne e l'incedere felino. Stesso discorso per i maschi che in genere sono + dei tipi che delle bellezze assolute e inavvicinabili. E la ragione e' anche semplice, perche' se no salterebbe tutto il meccanismo dell'identificazione che nel cinema e' decisivo.
Quindi a Hollywood che ti fanno? Prendono delle persone di aspetto + che gradevole (diciamo da primo percentile della popolazione ma non di quelle che ce ne sta 1 su 1 milione) e grazie al lavoro instancabile di orde di make-up artist, hair dresser, designer, stylist (e qualche volta chirurghi plastici) li potenziano nei limiti dell'umana possibilita'.
Sostanzialmente in ogni liceo del mondo ci saranno almeno 4-5 persone che hanno il potenziale estetico del sex symbol hollywoodiano...a scuola mia ce n'erano e sono sicuro che anche voi se ci pensate bene ve li ricorderete.
Ora, seguitemi nel ragionamento. Quanti istituti superiori ci saranno al mondo? 500,000? 1 milione? Facciamo 500mila per sicurezza. 500mila x 4=2milioni...metti che la meta' stia in Cina e quindi non conta perche' adesso ci manca solo che ci propinino i cinesi pure al cinema...ne resta 1 milione. Cioe' 1 milione ! Avete capito? Mica pochi!
Mo', quello che mi domando e chiedo (e con questo arrivo finalmente a concludere): ma su un campione statistico così ampio, come caspita e' possibile che quelli di New Moon non li siano riusciti a trovare 3 attori meno cani di Robert Pattinson (cane), Kristen Stewart (cagna) e Taylor Lautner (lupo).

23 novembre 2009

Lesson #15

Piazzare lì nel mezzo del discorso 1 o 2 parole in Italiano fa sempre figo.
L'importante e' ricordarsi di storpiare la pronuncia il + possibile e fare la faccia un po' vaga...tipo quando senti un odore strano e non capisci cos'e'.

La maggior parte delle parole italiane utilizzate in inglese appartengono a due aree ben precise.
Anzitutto ci sono le cose da mangiare, tipo i fettuccini (rigorosamente con la i) o la pizza peperoni (che con i peperoni c'entra poco ma e' farcita al salamino piccante).
Poi c'e' tutto quello che ha a che fare in qualche modo con il mondo dell'arte: ballerina, finale (nel senso di gran finale), opera e bravo (anche se per questa mi sa che si passa dalla mediazione del francese).
La perfetta sintesi di queste 2 aree semantiche e' la parola al fresco che si usa tanto per i ristoranti all'aria aperta quanto per le rappresentazioni teatrali outdoor.

Alcune altre parole, invece, non si capisce bene perche' le usino. Ad esempio vendetta...cioe', in che modo secondo loro sarebbe una cosa tipicamente italiana? Da che pulpito poi...se lo dicono loro che per buona misura bombardano non solo i paesi da cui hanno subito un attacco ma anche quelli confinanti! Oppure anche forte, nel senso del tuo punto di forza. Una cosa come circa, invece, la capisco gia' di piu' perche' - ammettiamolo - un po' approssimativi noi Italiani lo siamo. Ma vendicativi no!

PS: Mai avrei pensato di usare la parola semantica in uno di questi post! Chiedo umilmente perdono, chiedo!

21 novembre 2009

cucina spagnola

Prima facevo un po' di ordine nel portafoglio, attivita' che consiste fondamentalmente in 3 cose: 1) chiedersi sconsolato perche' dei $100 prelevati ieri ne rimangono misteriosamente soltanto 20, 2) setacciare il taschino delle monete alla ricerca di preziosissimi quarters da usare nella laundry e 3) dividere i biglietti da visita nelle categorie lavoro e tempo libero.

Mentre ero alle prese con quest'ultima operazione mi e' venuto in mente che e' tantissimo tempo che non parlo di cibo e ristoranti: un po' perche' ultimamente ho mangiato a casa assai piu' spesso, un po' perche' non e' che abbia fatto esperienze gastronomiche da hall of fame. Ma siccome questo blog oltre a una blaterante raccolta di pensieri personali e a un prestigioso corso di inglese per corrispondenza ha sempre cercato di essere anche una mezza guida alla citta' (per imbranati) facciamo che colmo subito la lacuna raccomandandovi un paio di locali. E facciamo anche che per mantenere un po' di filo conduttore parliamo di cucina spagnola

Degustation: micro-ristorante da 30 posti a sedere che propone specialita' spagnole a piccoli assaggi (come suggerisce il nome). Atmosfere trendy? Check Servizio cordiale ? Check Piatti sfiziosi e di gran gusto? Check Check...Come le tortillas con uova di quaglia e scalogno o il filetto d'agnello con contorno di funghi, barbabietole e hashbrown di patate. Pero' attenzione a non imboccare la porta sbagliata perche' allo stesso numero civico (e gestito dalla stessa coppia di proprietari) c'e' il Jewel Bako: ristorante di sushi di qualita' clamorosa ma anche dai prezzi clamorosamente inflazionati.

Oliva: tecnicamente la cucina qui non e' spagnola ma basca. Dettaglio abbastanza secondario perche', a dirla tutta, non e' che si mangi granche' bene in questo allegro localino all'angolo tra Houston e Allen. In compenso, si fa perdonare per un sacco di buone ragioni come l'ottima sangria e quell'atmosfera di gran festa che c'e' sempre...che se non vi divertite e' perche' siete dei mangia tristezza. Non guasta neppure che si trovi alla giuntura tra East Village e Lower East Side e quindi lasci aperte un sacco di alternative per il dopocena.

19 novembre 2009

xmas countdown

Siamo solo al 19 novembre, il tacchino di Thanksgiving razzola ancora nell'aia ignaro di quello che gli sta per capitare ma ormai cominciano ad accumularsi in maniera inequivocabile le prove che la corsa al Natale e' gia' cominciata.

Evidence 1: Holidays' decorations at TWC @ Columbus Circle


Trés trés chic, eh? Certo nei limiti della chiccheria della decorazione natalizia, s'intende! D'altra parte, di meno non ci si puo' aspettare da un centro commerciale che in galleria anziche' peluche giganti e cartonati dei tronisti espone le statue dell'Adamo ed Eva di Botero


Evidence 2: Skating rink at
The Pond @ Bryant Park


Questo giro si sono davvero superati. La pista di pattinaggio copre l'intera superficie del parco (!) e intorno ci hanno costruito nel giro di una settimana + di 100 (!) negozietti che vendono waffle, sciarpe, palle di natale...and all that's in between. Non soddisfatti hanno pure aperto un ristorante (il Celsius) da cui c'e' una spettacolare vista della gente che pattina.